TRA UCCIDERE E LASCIAR MORIRE HO PREFERITO UCCIDERE

Comincerò col domandarle se sa quante siano le persone coinvolte in un matrimonio, Due, l’uomo e la donna, Nient’affatto, nel matrimonio ci sono tre persone, c’è la donna, c’è l’uomo, e c’è quella che io chiamo una terza persona, la più importante, quella persona costituita dall’uomo e dalla donna insieme, Non ci avevo mai pensato, se, per esempio, uno dei due commette adulterio, il più offeso, quello che riceve il colpo più profondo, per quanto le sembri incredibile, non è l’altro, ma questo nuovo altro che è la coppia, non è il singolo, ma i due insieme, E si può vivere davvero con quell’essere singolo fatto di due, per me è già tanto faticoso vivere con me stesso, La cosa più comune nel matrimonio è che si veda l’uomo o la donna, o entrambi, ciascuno per proprio conto, che vogliono distruggere quel terzo che essi sono, quello che resiste, quello che vuole sopravvivere comunque, E’ un’aritmetica troppo complicata per me.

(J. Saramago – Tutti i nomi)

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~ by an1ky on May 19, 2010.

3 Responses to “TRA UCCIDERE E LASCIAR MORIRE HO PREFERITO UCCIDERE”

  1. Devo leggerlo questo Saramago, avrei già commentato l’altro tuo post, ma mi stavo allargando troppo e ho salvato il tutto in un file per uso successivo. Sento le riflessioni del personaggio estremamente mie ma non riesco a collocarlo come l’impiegato perso nel grigiume di una società asfittica, lo colloco più facilemente in un contesto più romantico stile “giovane Holden”..
    Credo che all’autore dietro al personaggio sfugga qualcosa sul tertium, è qualcosa di automatico in tutte le coppie che condividano uno straccio di trasporto, il valore di questo tertium è lo stesso che si ha nella psicologia archetipale, conoscerlo e comprenderlo in due è lo stesso processo di individuazione del singolo vertito alla coppia. Adulterio, e tradimento diventano concetti così grossolani e fuori contesto da non avere alcun senso in certi casi..

  2. Dici che davvero è qualcosa di automatico il riconoscimento del tertium? Io credo invece che venga sviluppata una sorta di gelosia inconsapevole nei confronti di questo uno più uno minore di due, da qui i tentativi di ucciderlo e ritrovare la propria identità.
    Sono molto felice che tu voglia leggere Saramago. Inizia da cecità.

  3. Capisco cosa intendi per uno più uno minore di due, ma secondo me è un estremo.. si diventa schiavi della proiezione nell’altro, articolata o semplice che essa sia. Ci smezziamo in due persone, la proiezione e noi stessi, l’altro non centra quasi nulla, i nostri repressi escono con la proiezione, costruendo il nostro alter ego altrove. Uno dei contrasti più tipici è visibile nell’astio e nella frustrazione che si arriva a provare per l’altro quando ci rendiamo conto che è diverso dalla nostra proiezione.
    Per questo secondo me è essenziale essere consci di sè stessi e della propria indipendenza intellettuale e morale come singoli.
    Il tertium (transfer, coniunctio..) si crea in molte situazioni disparate, ma acquisisce significati molto diversi e levaeture molto diverse a seconda di molti fattori.

    Sempre IMHO..

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