VOGLIO FARE L’AMORE CON LA MORTE-VOGLIO FARE L’AMOR(T)E
Un violoncello non è come un pianoforte, il pianoforte ha le note sempre negli stessi posti, sotto ogni tasto, mentre il violoncello le disperde in tutta la lunghezza delle corde, bisogna andare a cercarle, fissarle, coglierle nel punto giusto, muovere l’arco con la giusta inclinazione e la giusta pressione. Tu avanzi e sommergi dolcemente il canto del violoncello, assorbendolo, ampliandolo, come se volessi condurlo in un luogo dove la musica si sublimasse in silenzio, nell’ombra di una vibrazione che a poco a poco percorresse la pelle come l’ultima e inudibile risonanza di un timpano accarezzato da una farfalla
(J. Saramago – Le intermittenze della morte)
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